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Attacchi di panico

Una vivida descrizione

….Immaginate di essere da soli in mezzo a tanta gente; di colpo, come fosse l’imboscata di un acerrimo nemico, sentite la vostra mente sfuggirvi. Il cuore impazzito scalpita come uno stallone al galoppo. La gola, riempita dall’aria come dalla piena di un fiume, soffoca. La testa come sul ciglio di uno strapiombo di vertigine. La paura dilaga in voi, volete fuggire ma non si può fuggire da se stessi, dalle proprie sensazioni. La paura vi avvolge, vi strangola, cercate di controllarla ma è lei che controlla voi. Vi sembra di impazzire e di morire al tempo stesso. Di colpo una mano amica vi batte sulla spalla: “Ciao amore, scusami per il ritardo”. Come nuvole penetrate dal sole, il panico  svanisce ma ancora il sudore gelido sulla pelle vi ricorda che non è stato solo un brutto sogno. Benvenuti nel mondo del panico. La paura di questo nemico d’ora in poi vi accompagnerà come un’ombra sinistra, e più cercherete di cancellarla più vi ci perderete dentro.

Tratto dal testo “Non c’è notte che non veda il giorno”di Giorgio Nardone presente in bibliografia.

In questa tipologia di disturbo fobico si rileva un primo episodio, reale o immaginario, di forte somatizzazione ansiosa (crisi tachi-cardica, svenimento, senso di grande confusione mentale, sbandamenti dell’equilibrio, blocco respiratorio……) o di forte paura di sentirsi male. Tale prima esperienza innesca la reazione di tentato controllo delle proprie funzioni organiche con l’evidente risultato del blocco ansioso o malfunzionamento delle stesse. Se la persona infatti inizia ad ascoltare il proprio battito cardiaco con la paura che questo si alteri, la profezia puntualmente si auto realizza ed il ritmo cardiaco si altera effettivamente. Lo stesso vale per altre funzioni spontanee che sotto il forzato controllo razionale vengono ad essere inibite o alterate. Il tentativo, quindi, di controllare le minacciose alterazioni organiche finisce per provocarle.